martedì, 25 novembre 2008
Categoria : la mia vita
In questo momento la mia testa è pericolosamente somigliante alla stanza di uno studente in periodo d'esami. Un caos totale.
Ok, togliamo le turpe mentali dovute a delle, fin troppo, precoci crisi da sindrome d'abbandono post laurea (considerando che tutto ciò avverrà tra un anno abbondante).
Togliamo anche le crisi genovesi legate al vil denaro (che, guarda caso, mai abbonda nelle mani del milanese adottato).
Consideriamo che sono almeno 4 ore che ascolto Kawaii-Radio.
Consideriamo che, per usare una citazione dell'Ungherese, Serena è un attimo strabordante di "spazzatura delle anime degli altri".
Consideriamo che quei 5 minuti liberi da azioni o parole durante la giornata non bastano nemmeno a prendere in considerazione l'idea di far ordine mentale.
Secondo voi che cosa succede?
Uhm...esplodere o implodere...quale delle 2 opzioni si attuerà per prima?
Vediamo: la prima implica tante brutte e spiacevoli conseguenze per gli altri, la seconda...tante e brutte e spiacevoli conseguenze per me. Devo essere egoista o altruista?
Insomma...in realtà mi basterebbero pochi giorni di silenzio da parte dei soliti "lancia spazzatura" in modo da poter riordinare i miei di problemi prima di perdere definitivamente il lume della ragione. Ho pensieri da riordinare, ma se mi devo preoccupare di riordinare quelli degli altri i miei continueranno a vagabondare senza meta con il risultato che finirò con il perderli da qualche parte e, ignara, li lascerò covare i loro risentimenti che prima o poi verranno a galla.
E quando verranno a galla? Non saprò da dove son nati e perchè, ma non riuscirò a scrostarmeli di dosso senza aver prima compiuto qualche danno.
Ma insomma...tutto questo discorso solo per poco tempo di riflessione...
Consideriamo che non ho tempo...
Postato da Athanatos il 00:24
giovedì, 20 novembre 2008
Categoria : la mia vita, parole in libertÃ
Cechov affermò "se in una storia compare una pistola, è necessario che spari". Il destino della pistola è quello di sparare, dunque. Ma è il destino o il compito? O parliamo forse di ruolo?
E sparerà per uccidere, si suppone. Sarà un'uccisione per rancore, per rabbia, per difesa, per disperazione...che sentimento ha l'azione del premere il grilletto?
La pistola deve sparare, lo dice Cechov, che aveva sicuramente qualcosa da raccontare, e dice che lo farà necessariamente. Quindi è così e non può essere diverso da così. Non è contingente, è necessario.
La pistola capita nella storia e deve sparare. Io capito nel mondo e devo...devo? Se una pistola deve qualcosa allora, a rigor di logica, anche io devo qualcosa. A chi? Per chi? A che scopo? Dove Quando? Bene o male? perchè la pistola sa che cosa fare? Le è così chiaro che sicuramente lo farà e nel farlo raggiungerà il suo compimento, la sua saturazione. Dunque cosa devo considerare come mio compimento? Quelli che sono i miei ideali (anche s eun po' in disordine) o quello che (anche se non mi è manifesto) rappresenta la mia necessarietà?
E che sentimento avrà la mia saturazione?
A rispondere a questo probabilmente si annullerebbero metà dei dei problemi di natura esistenziale, però in certo qual senso è frustrante perchè è così palese da dover essere visibile. Ma non lo è. Dovrebbe essere come nascere con un cartello appeso al collo con su scritto il nostro ruolo.
Ma magari le nuove tecnologie saranno in grado di inventare un microchip da inserire nel nostro celebro in modo da intercettare il nostro compimento e rendercelo manifesto....?
Postato da Athanatos il 22:38
mercoledì, 12 novembre 2008
Categoria : song
UN MILION DE CICATRICES
EL CANTO DEL LOCO
Hoy vuelvo a encontrar mi corazón
Que lo tenia escondido dentro de un cajón
Cerca del afecto y del manual de como hacerme un hombre
Y lo pasé tan mal mirando alrededor
Estando tan perdido falto de ilusión
Cerca del peligro, sin equilibrio
y perdiendo el norte
Y hoy me pregunto porque?
Me quise tan poco y me encerré
Dando vueltas y vueltas a algo que yo creé!!
Y por pensar tengo un millón de cicatrices
Soy escudo,soy hipersensible
Una barrera al corazón
Y no me gusta haber estado así de triste
Por paranoias yo me hice esas heridas en mi interior
Que gran liberación que siento hoy
Al recorrer poquito a poco el corazon
Que esta mas fuerte sabe que quiere y ya no
Se esconde
Que grande es verme hoy sin lo anterior
Sintiendome tranquilo siendo lo que soy
inofensivo,sereno,amable y cariñoso
Y hoy me pregunto ......
Soy un escudo.....
Postato da Athanatos il 01:03
mercoledì, 05 novembre 2008
Categoria : curiositÃ
Scusate ma non potevo esimermi dal postare questo link...dopo tante seghe mentali un po' di svago...(e questo è alla faccia di Andrea il quale attenta ai miei buoni propositi da diligente studentessa con i suoi fagocitanti pesciolini...)
http://www.danpat.fi/janne/flash/kuplamuovi.swf
Postato da Athanatos il 18:32