martedì, 20 febbraio 2007

Categoria : la mia vita, parole in libertà




Nemmeno i pensieri mi seguono questa sera. Parole confuse, rimbombanti, pressanti alcune, inutili altre.
Una trascrizione di pensieri che non sanno neppure loro dove andare.
In questo momento vorrei ricevere un’illuminante lettera di Seneca, una di quelle che lui pedagogicamente scriveva a Lucilio e scriveva anche a me. Inconsapevolmente, s’intende. Ma vorrei riceverla in una busta chiusa ed affrancata. Vorrei avere l’inconscia certezza che dentro quella busta chiusa, magari un po’ ingiallita dal tempo, ma che ancora odora d’inchiostro e saggezza, sia contenuta la bussola per guidare quel che sono. Vorrei trovarci la mia virtù. Ed avere il potere di decidere se aprirla o meno.
Non sempre appare chiaro agli occhi, ma non solo a quelli, l’evidente strada che si deve percorrere.
È il talento quello che dobbiamo seguire o sono le passioni?
Quale dei due ci realizzerà completamente?
Il talento è ciò per cui siamo inconsciamente portati e che potrebbe renderci entità uniche in quel che facciamo, ma le passioni sono forse un po’ come l’amore non controllato, qualcosa che ti prende la mente, il cuore, lo stomaco. Cosa è più giusto seguire?
Le passioni che t’innamorano o il talento che ti realizza?
Forse il talento è una visione più materialistica, visione comunque non deprecabile, ma potrebbe anche essere ciò che oltre a realizzarti nel campo lavorativo ti realizza anche da quello umano. Tu sei il tuo talento no?
Ma l’uomo senza passioni a cosa potrebbe mai ridursi? Un corpo che è realizzato fisicamente e poi? E poi…bella domanda.
Probabilmente la strada più sensata è quella del talento. Almeno quello evita di farti fare i soliti buchi nell’acqua. Le passioni, per loro natura, tendono ad estendere la loro influenza su tutto quello che fai e su tutto quello che ti circonda. E se diventi passionale inevitabilmente cadi. Cadi sulle cose più banali, dal tuo punto di vista, quelle più sicure, delle quali pensavi di poterti fidare. È questo lo sbaglio. Pensi che vada tutto bene e ti lasci trasportare abbassando la guardia. Errore. È lì che fa più male.
Il talento è più facile, meno pericoloso. Il tuo cammino, tuo e basta. Lì puoi evitare di cadere.
Non credo che il risultato di questo pensiero sia la sfiducia nella razza e nei rapporti umani. Non una sfiducia totale, se non altro. Parziale sì. Purtroppo sì.


Postato da Athanatos il 21:41
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lunedì, 05 febbraio 2007

Categoria : la mia vita, song




IL LUMINAL D'IMMENSO
DOLCENERA

C’è qualcuno qui
Viene verso me
Sento che c’è
Che ci posso fare?
Tu sei qui
A pochi passi.
Luce non ce ne
Ghiaccio dentro me!
Guardo i tuoi occhi tristi
E son qua
E non aspetto altro
E vai luminal!
Ma chi sei
Ma che faccia che hai
Che faccia che hai
Che faccia che hai
Dammi fuoco
Dammi fuoco
Dentro me
Dentro me
Dentro l’anima mia.
Ombra nera prendi quello che vuoi
Prendi quello che ho
Ma porta via il tuo fantasma.
Ma cos’è, ma cos’è
E qui trema tutto,
proprio qui nel mio buio.
Cosa faccio, non ti conosco
Nel mio cuore rotto
L’ombra di lui
Ecco chi sei
Ecco chi sei
Ecco chi sei
L’ombra di lui.

Ma dimmi che senso ha
Vivere
Fammi respirare fammi respirare
Liberami
Da questo male che sale
E non se ne va più
Si! Il luminal d’immenso.

No, no, no, no…

Entra qui nelle mie vene
Sento che è più facile è così facile morire
E non servono parole per placare questo cuore qui
Che vuol scappare via
Senti che delirio
Senti che delirio
Come puoi starmi addosso
Ombra e inquietudine
Fuori! Via di qua
Questo cuore è il mio
Scorre il luminal
È nel sangue ormai ma cosa griderà
Per allontanarti!
Ombra nera che resti ancora qua
Chiedo pietà
Chiedo pietà
Chiedo pietà!

Ma dimmi che senso ha
Vivere
Fammi respirare fammi respirare
Liberami
Da questo male che sale
E non se ne va più
Si! Il luminal d’immenso
Un po’ di pace…
Un po’ di pace…



Postato da Athanatos il 21:18
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