giovedì, 21 dicembre 2006
Categoria : citazioni, la mia vita
Mi riesce difficile dimenticare la lettura delle lettere a Lucilio di Seneca. Già nel periodo del liceo mi colpirono in pieno nella loro veridicità. Ora più che mai torno a leggerle e gustarle perchè attuali. Perchè vere. Questa è solo una minima citazione, varrebbe la pena di leggerle integralmente. E forse rileggendole ci si potrebbe ricordare ogni giorno com'è importante vivere ogni singolo minuto, ogni singola emozione. Non importa quanto dura la tua vita, importa come l'hai vissuta. La qualità della tua vita, io penso, è data dalla qualità dei tuoi ricordi, delle tue azioni, delle tue passioni. Che tu viva vent'anni o cento l'importante è vivere. Costruire quello che sei. E costruirlo bene, per non sprecare tempo che già di per sè è poco. Forse solo essendo soddisfatti di noi stessi potremo sostenere anche gli altri, anche se la "pace dei sensi" forse è difficilmente raggiungibile per quanto uno provi a conquistarla. Ad ogni modo, Seneca ci insegna che nella nostra evoluta tecnologia, e nel nostro stile di vita abbiamo comunque una falla. Tutt'ora non viviamo pienamente la nostra vita.
1 Comportati così, Lucilio mio, rivendica il tuo diritto su te stesso e il tempo che fino ad oggi ti veniva portato via o carpito o andava perduto raccoglilo e fanne tesoro. Convinciti che è proprio così, come ti scrivo: certi momenti ci vengono portati via, altri sottratti e altri ancora si perdono nel vento. Ma la cosa più vergognosa è perder tempo per negligenza. Pensaci bene: della nostra esistenza buona parte si dilegua nel fare il male, la maggior parte nel non far niente e tutta quanta nell'agire diversamente dal dovuto. 2 Puoi indicarmi qualcuno che dia un giusto valore al suo tempo, e alla sua giornata, che capisca di morire ogni giorno? Ecco il nostro errore: vediamo la morte davanti a noi e invece gran parte di essa è già alle nostre spalle: appartiene alla morte la vita passata. Dunque, Lucilio caro, fai quel che mi scrivi: metti a frutto ogni minuto; sarai meno schiavo del futuro, se ti impadronirai del presente. Tra un rinvio e l'altro la vita se ne va. 3 Niente ci appartiene, Lucilio, solo il tempo è nostro. La natura ci ha reso padroni di questo solo bene, fuggevole e labile: chiunque voglia può privarcene. Gli uomini sono tanto sciocchi che se ottengono beni insignificanti, di nessun valore e in ogni caso compensabili, accettano che vengano loro messi in conto e, invece, nessuno pensa di dover niente per il tempo che ha ricevuto, quando è proprio l'unica cosa che neppure una persona riconoscente può restituire.
4 Ti chiederai forse come mi comporti io che ti do questi consigli. Te lo dirò francamente: tengo il conto delle mie spese da persona prodiga, ma attenta. Non posso dire che non perdo niente, ma posso dire che cosa perdo e perché e come. Sono in grado di riferirti le ragioni della mia povertà. Purtroppo mi accade come alla maggior parte di quegli uomini caduti in miseria non per colpa loro: tutti sono pronti a scusarli, nessuno a dar loro una mano. 5 E allora? Una persona alla quale basta quel poco che le rimane, non la stimo povera; ma è meglio che tu conservi tutti i tuoi averi e comincerai a tempo utile. Perché, come dice un vecchio adagio: "È troppo tardi essere sobri quando ormai si è al fondo." Al fondo non resta solo il meno, ma il peggio. Stammi bene.
Postato da Athanatos il 00:01
venerdì, 01 dicembre 2006
Categoria : la mia vita, parole in libertÃ
I rapporti umani
È da un po’ di tempo che volevo trattare quest’argomento sulle pagine del blog.
Perché se i rapporti umani sono così importanti allora allo stesso tempo sono così complicati?
Mi rendo conto che mantenere un’amicizia (e qualche post più sotto ho già scritto come la penso riguardo quest’argomento) è in assoluto la cosa più complicata che mi sia mai trovata davanti.
E mi sembra strano. E mi sembra assurdo. È logico che bisogna dedicare del tempo a questo rapporto, ma non si può nemmeno pretendere che questo sia sempre possibile.
Sono stufa di dover dimostrare sempre qualcosa. Le persone che mi sono state vicine ormai sanno come sono e sanno benissimo che la situazione non piace nemmeno a me. Allora perché se no ho il tempo materiale per fare tutto non lo capiscono? Perché devo sempre fare quel qualcosa in più?
Ma questo alla fine è il meno. Posso anche capirlo pur non condividendolo. Perché bisogna anche capire ed accettare anche se non si condivide.
Ma le persone con le quali non hai mai avuto grandi rapporti, pur trattandole sempre da persone, perché continuano a credere che tu ci sarai sempre in un continuo dare e mai ricevere? Io non voglio avere grandi cose. Mi basterebbe essere rispettata. Non che dopo mesi che non ci si sente poi arriva un messaggio (nemmeno una chiamata) per riuscire a carpire informazioni su una data persona e fregarsene del resto. Ed io ogni volta rispondo. Non mi piace ignorare le persone se non è strettamente necessario. E a volte lo è.
Quante vite ho incontrato fino ad adesso? Quante personalità ho scontrato, accettato, apprezzato, condiviso, stimato, disprezzato, quante parole ho buttato al vento? Ore passate a credere di star costruendo qualcosa e scoprire che erano solo fondamenta di carta e castelli di sabbia.
Ancora peggio è scoprire come una decisione presa ha rovinato un futuro. Se quel giorno non avessi deciso di dare una seconda possibilità non sarebbe successo quel che è successo ed io non avrei covato una sfiducia ed un timore di fondo. E ora non sarei qui a rimpiangere una storia perfetta che ho troncato per quel motivo ma che ormai è troppo tardi per riallacciarla, o almeno lo è per adesso. E scoprire che questa persona che non puoi più “avere” costituisce un metro di giudizio. Perché era tutto perfetto. Tutto. Ma è finita lo stesso.
Allora mi chiedo se esiste una razionalità che leghi questi rapporti. Perché se esiste allora io non la vedo. Non è razionale né reale allontanare chi vorresti. Non lo è. Ma in questa realtà si manifestano eventi che io non riesco a concepire ed allora anche questo è all’ordine del giorno.
Per questo mi piace la notte. Nessuna frenesia. Si ferma il mondo. Il mio mondo reale.
Ma anche questa è menzogna. Posso illudermi ma anche questo non va bene. Mi stufa e non mi piace.
Allora che fare? L’illusione non va bene, la realtà nemmeno.
Che ce ne facciamo di questi rapporti?
No non è tutto nero. C’è anche il lato positivo. Ci sono persone fantastiche che vanno conosciute. Ci saranno delusioni. Ma anche soddisfazioni.
Dunque questo continuo sfiorarsi di vite ha uno scopo. È forse quello di cercare e trovare quelle che vengono chiamate “anime affine”? Ma se anche fosse così che senso avrebbero tutti gli altri? Questo continuo lasciarsi alle spalle occhi, parole, gesti.
C’è un problema però. L’uomo non è fatto per vivere da solo. La solitudine che va a cercare è relativa. Sì è bello stare soli e pensare, ma per quanto? Se un rapporto è bello, è vero, porta una gioia immensa perché basta poco a risollevare una giornata, basta un niente per strappare un sorriso. Uno vero dico.
Qualche giorno fa mi è stata sottoposta una frase di Schopenhauer secondo il quale tutto quello che facciamo noi nella vita è inutile perché poi dovremo morire. Allora per cosa ci alziamo la mattina? Per che cosa costruiamo giorno per giorno i nostri sogni? Per cosa, o per chi? Perché la risposta potrebbe anche risiedere nei rapporti umani. Forse anche tutto il resto della vita è irrazionale allora. Ma è anche probabile che noi viviamo e cerchiamo perché se questi rapporti sono così importanti allora il nostro compito è cercare qualcuno a cui possiamo dare qualcosa. Alla fine è bello pensarla così. A me piace farlo. È vero a noi non rimane in mano niente alla fine. Allora quello che facciamo deve per forza rimanere a qualcun altro. Positivo o negativo che sia.
Così è come la penso io.
In futuro tornerò sicuramente sull’argomento perché è troppo vasto per concluderlo in un solo post.
Postato da Athanatos il 21:42